Showing posts with label Stati Uniti. Show all posts
Showing posts with label Stati Uniti. Show all posts

Sunday, 27 February 2011

ItaliaOggi.it: Libia, l'Italia disperata si dibatte in trappola

Italia senza via d'uscita. Lo sanno bene a Milano. L'unica cosa che resta da fare è rivelare i retroscena per vendetta. Come accade su ItaliaOggi, edito da Class Editore, la stessa di MilanoFinanza. Un articolo che dice quello che dice Il Consiglio. Con qualche altro particolare interessante.

Usa, Gran Bretagna e Francia tirano le fila di un complotto. Insieme con le Sette sorelle
Obama vuole il petrolio libico
La Casa Bianca dietro il piano per destabilizzare Gheddafi
di Piero Laporta (prlprt@gmail.com)
ItaliaOggi
Numero 048 pag. 5 del 26/2/2011


Tutto iniziò l'11 settembre 2001, ma il quadro era oscuro. James Clapper , responsabile dell'intelligence di Hussein Barak Obama, come altri esponenti statunitensi di primo livello, accredita i terroristi Fratelli Musulmani come organizzazione laica, persino stabilizzatrice nella fascia nordafricana.
Chi si domanda dove vogliano arrivare Hussein Barak Obama e i servizi inglesi, ha la risposta dai cori islamici cui fanno da contrappunto Barak, Hillary Clinton e Catherine Ashton, responsabile, figuriamoci della politica estera Ue. Gli inglesi, dal canto loro, dopo l'uscita di scena di Tony Blair, hanno accentuato, con l'agenzia Reuter in testa, le blandizie verso Teheran e Hamas, riservando a Israele molta ostilità e tanta indifferenza [Si veda a tal proposito il post "Nuova Crimea"]. «Ben Ali vai via», gridano le folle aggrumate dai mullah. «Ben Ali togliti di mezzo» contrappuntano Obama, Clinton e Ashton, dopo aver ammorbidito l'oligarchia che sosteneva fino a quel momento Ben Ali, il quale, capita l'antifona, toglie l'incomodo.«Mubarak vai via» gridano le folle aggrumate dai mullah. «Mubarak togliti di mezzo» contrappuntano Obama, Clinton e Ashton dopo aver ammorbidito l'oligarchia che sosteneva fino a quel momento Mubarak, il quale, capita l'antifona, toglie l'incomodo. Così un'evidenza affiora, sporca e brutta come una chiazza di greggio sul mare cristallino: la santa alleanza fra una parte dell'Islam fondamentalista e Obama. Clapper, tesseva le lodi dei Fratelli mussulmani. Lo faceva anche in presenza di parlamentari statunitensi, scombussolati dalle amicizie spericolate della Casa Bianca. Che ha fatto un patto col diavolo. Provano anche a destabilizzare l'Algeria e il Marocco, gli va male. L'importante tuttavia è il controllo dei confini tunisini ed egiziani con la Libia, per destabilizzarla. L'ammiraglio Michael Mullen è venuto due volte in dieci giorni nel Mediterraneo e da queste parti circola pure D.C., un distinto signore, gabellatosi per fuoriuscito dalla Cia, che è a capo d'un team di reclutatori di contractors, i mercenari. Dall'Egitto e dalla Tunisia fuoriescono profughi misti a marmaglia? Nessun problema per D.C., anzi. Egli ha a libro paga una schiera di giovanotti mussulmani balcanici, afghani e irakeni, da ovunque vi siano «operazioni di pace». D.C. mette al servizio dei veterani i nuovi reclutati provenienti da Egitto e Tunisia, a loro volta diretti dagli agenti senussiti, collegati alle forze speciali inglesi, con vasta disponibilità di armi e addestrati. Così organizzati, i nuclei, apparentemente di facinorosi spontanei, accendono le mischie e infiammano la folla, sparando anche sugli inermi per innescare reazioni furibonde e propiziare l'intervento «umanitario» della comunità internazionale. Lo hanno fatto a Tirana, tentando di destabilizzare Sali Berisha. Non è la prima volta che utilizzano questi metodi. Cinque febbraio 1994, l'attenzione internazionale sul conflitto bosniaco stagna. Nel mercato coperto di Sarajevo una bomba uccide 68 civili e fa 200 feriti. L' orrore arriva in diretta coi tg. «Non consentiremo lo strangolamento di Sarajevo» disse il marito di Hillary Clinton. Si scoprì dopo che quella bomba era mussulmana. Che importanza ha oramai? Mezzo milione di morti e, fra questi, anche non pochi soldati italiani mandati lì in missione di pace e tanti tornati ammalati. Che importanza ha ormai? Si dimentica che le folle non combattono, tutt'al più s'aggregano se, per esempio dai minareti, c'è chi le riunisce. In quanto a combattere, lo fanno solo quelli che sono armati e addestrati. Questo macello, apparentemente cominciato a fine gennaio nella piazza centrale del Cairo, ha l'obiettivo di abbattere Gheddafi, odiato dagli inglesi, cui consegue possesso dei pozzi petroliferi e rincaro del greggio.Scopo strategico? Destabilizzare Mediterraneo ed Europa senza limiti di tempo, lo ha scritto George Friedman, affinché la Cina commerci solo con gli Usa. Mons. Innocenzo Martinelli, Vescovo di Tripoli:»Io resto. Restano anche le suore. La situazione è calma i media ne raccontano di balle. Si sentono spari solo la sera e la notte». Le Sette Sorelle producono e esportano indisturbate, come negli anni '90 quando in Algeria scannavano francesi e italiani ma non un inglese o statunitense fu infastidito. La Bbc:«Con oltre un centinaio di cittadini britannici 'in pericolo' nel deserto libico, il governo di David Cameron sta valutando l'invio delle forze speciali in Libia». In realtà sono già lì da tre settimane. Ultim'ora: centinaia di consulenti militari Usa, britannici e francesi, inclusi agenti dei servizi segreti, sono già in Cirenaica per aiutare i rivoltosi. Lo rivelano fonti vicine ai servizi israeliani. La presenza dei francesi significa l'isolamento politico dell'Italia. Adesso Silvio Berlusconi deve scegliere se passare alla storia per Ruby Rubacuori o per lo statista che ritira l'Italia dal dispositivo militare della Nato e i nostri contingenti dalle missioni internazionali. Così avremmo pure come pagare le spese per gli immigrati che ci stanno accollando.

Fonte: ItaliaOggi.it

Thursday, 30 December 2010

Financial Times: Gli USA presto dovranno abbandonare il Pacifico (Traduzione Il Consiglio)

Missile Cinese sposta asse del potere nel Pacifico
Kathrin Hille
29 settembre 2010


Un nuovo missile anti-nave (ASBM) cinese che modificherà significativamente l'equilibrio di potere militare nel Pacifico è operativo, secondo un alto comandante USA.

L'Ammiraglio Robert Willard, comandante degli Stati Uniti nel Pacifico, ha detto che il missile balistico cinese, progettato per minacciare le portaerei degli Stati Uniti nella regione, ha raggiunto "la capacità operativa iniziale".

Le sue osservazioni segnalano come la Cina stia sfidando la capacità degli Stati Uniti di proiettare la propria potenza militare in Asia molto prima di quanto molti si aspettassero.

Gli Stati Uniti e altri paesi della regione del Pacifico sono sempre più preoccupati per la rapidità con cui la Cina sta sviluppando la sua potenza navale.

“Quindi ora sappiamo – [il missile balistico anti-nave] Cinese non è più solo un'aspirazione,” Andrew Erickson, un esperto militare cinese presso la US Naval War College, ha detto in risposta alle osservazioni rilasciate dal Ammiraglio Willard al quotidiano Asahi.

gli analisti della difesa hanno chiamato il missile Dongfeng 21D un “capovolgimento di fronte” dal momento che scoraggerebbe le portaerei USA dall'entrare in acque dove la Cina non le vuole.

Il missile basato a terra è stato progettato per essere puntato contro gruppi di portaerei con l'aiuto dei satelliti, di veicoli aerei senza pilota e di radar oltre-orizzonte.

Nel mese di settembre, Robert Gates, segretario alla difesa Usa, ha detto che lo sviluppo di un tale missile avrebbe costretto il Pentagono a ripensare il modo in cui le portaerei sono schierate.

“Se i cinesi o qualcuno altro ha un missile cruise o balistico ad alta precisione anti-nave in grado di colpire un vettore a centinaia di chilometri di distanza e così in Asia ci mette dietro la seconda catena di isola, come puoi usare i vettori in modo diverso in futuro?” Mr Gates ha chiesto.

La seconda catena di isole va dal Bonins lungo le Marianne, Guam e Palau, formando una linea nord-sud ad est del Giappone e delle Filippine. Questa linea definisce ciò che la Cina considera il suo “mare vicino” - acque in cui la marina militare degli Stati Uniti ora spesso opera e sono sede di basi navali degli Stati Uniti e degli alleati.

L'Ammiraglio Willard, all'inizio di quest'anno ha rivelato che l'ASBM Cinese era in un'ampia fase di testaggio ed era prossimo ad essere schierato. Gli osservatori credono che la Cina abbia iniziato la produzione di motori per missile lo scorso anno e che stia preparando una base missilistica nucleare nella città meridionale di Shaoguan per il loro schieramento.

Il termine "capacità operativa iniziale", come usato dal Pentagono indica che alcune unità militari hanno iniziato lo spiegamento delle armi e sono capaci di utilizzarle.

L'Ammiraglio Willard ha detto che la nuova arma cinese non è ancora pienamente operativa e sarà probabilmente sottoposta a test per "qualche altro anno". Il test chiave che rimane è una prova di tutto il sistema in mare.

Fonte: Financial Times

Tuesday, 9 November 2010

RussiaToday.com: L'America ed il dollaro, un destino segnato (Traduzione Il Consiglio)

Gli Stati Uniti hanno dichiarato una guerra finanziaria al mondo intero
9 novembre 2010

Non vi è alcuna possibilità di accordo al prossimo vertice del G20 perché gli Stati Uniti stanno dichiarando una guerra finanziaria contro gli altri paesi, ne è convinto l'economista americano Michael Hudson.

Gli Stati Uniti hanno spinto la Cina a rivalutare la sua moneta - in un momento in cui Washington ha pompato miliardi di dollari nella sua economia - una mossa letta da altri paesi come un tentativo di indebolire deliberatamente il biglietto verde.

La questione dei tassi di cambio dovrebbe essere uno dei punti di discussione più difficili al vertice del G20 in Corea del Sud di questa settimana.

Michael Hudson, un famoso economista e analista di Wall Street oltre che consulente finanziario, dice che la riunione a Seoul non metterà fine alle guerre valuta globale.

“Gli Stati Uniti stanno andando dalla Cina dicendo 'vogliamo che voi commettiate un suicidio economico come ha fatto il Giappone. Vogliamo che voi seguiate la stessa strada: vogliamo che voi rivalutiate la vostra valuta, vogliamo spremere le vostre aziende, vogliamo che voi andiate in bancarotta in modo da poter fare il nostro profitto a vostre spese”, spiega Hudson.

“Vogliamo che i cinesi consentano alle nostre banche di scommettere sulla valuta e di fare un guadagno enorme sulla speculazione in valuta estera in modo che le nostre banche possono uscire dal problema in cui le abbiamo ficcate. Ci aiuterete andando in bancarotta per il nostro bene? Beh, si può immaginare quello che i cinesi avranno da dire - stanno ridendo”, Hudson aggiunge.

Il piano americano di svalutare il dollaro potrebbe inondare l'economia globale con dei soldi che sarebbero utilizzati per comprare tutto quello che c'è di valore nei mercati locali, crede.

“Essenzialmente, si avrà un sistema finanziario americano con le banche in qualità di un esercito per razziare valute estere”.

Gli Stati Uniti tradizionalmente rompono tutte le promesse fatte ad altri paesi, perche 'se non ci sono sanzioni - non c'è accordo', che poi è stata la via della diplomazia americana per gli ultimi 50 anni, dice l'economista.

“Gli accordi per gli altri sono da seguire, non gli Stati Uniti Costoro si pongono al di là degli accordi.”

La Cina ha finanziato il deficit di bilancio americano con US $ 2.500 miliardi mentre gli Stati Uniti hanno speso i soldi nel militare, costruendo basi di tutto il mondo. Si tratta di intraprendere azioni aggressive verso il creditore, interferendo nelle sue acque, ritiene Hudson.

Dice che la reazione della Cina è: “Tu ci chiedi di pagare per il tuo budget militare? Ci minacci per farci fare quello che vuoi che facciamo? Devi essere pazzo!”

Il presidente Barack Obama non ha alcuna influenza per indurre la Cina a fare le cose desiderate. Il favore che chiederà ai membri del G20 significa letteralmente “La prego di accettare i nostri soldi di carta, anche se non abbiamo modo di pagare per questo e anche se non potremo mai ripagare questi debiti, la prego di accettare e farci comprare il vostro immobile e le aziende con i dollari che non verranno mai ripagati”, dice Hudson.

Allo stesso tempo gli Stati Uniti si rifiutano di fare ciò che la sua creazione, l'FMI, esige da tutti gli altri paesi in caso di deficit di bilancio: alzare i tassi di interesse e di privatizzare le industrie.

“La Cina sta trattando le riserve in dollari USA come una patata bollente”, dice. “Vogliono fare due cose: prima di tutto che vogliono reciprocare e acquistare società statunitensi - proprio come gli Stati Uniti volevano comprare in Cina. Gli Stati Uniti dicono che 'noi non ti lasceremo comprare stazioni di servizio qui o raffinerie'. Non si può comprare in America. Siamo in grado di acquistare da voi, non si può comprare in America.”

Naturalmente, l'America vede la Cina come un potenziale nemico ed è per questo che è in cima alla lista del Pentagono dei nemici strategici. Quindi la Cina non è più adatta a finanziare la macchina da guerra americana.

“Il debito Usa è un asset di qualcun altro.”

“L'America non potrà mai pagare il debito estero del governo che deve in alcun modo”, l'economista crede. I paesi BRIC hanno concordato al vertice nella città russa di Ekaterinburg, nel 2009, di ridurre gradualmente il fatturato di dollari per evitare di raccogliere ancora più debito americano che non verrà mai pagato.

“L'effetto del “quantitative easing” da parte della Fed è quello di trasformare il dollaro in una valuta senza valore che tutti cercano di evitare perché nessuno la vuole, non è possibile utilizzarli per investire negli Stati Uniti a causa del nazionalismo, in altri paesi non vogliono dollari - Qual è il punto di accettare più dollari?” domanda Hudson.

Egli ritiene che il tempo del dollaro come valuta di riserva è finita e la questione adesso è come andrà a finire - in un modo lento e graduale o in qualche altro modo.






Come potranno gli USA mantenere le loro basi militari nel mondo se nessuno vuole più i suoi dollari?

Fonte: RussiaToday.com

Thursday, 1 April 2010

Reuters India: I potenziali accordi tra Mosca e Delhi (Traduzione Il Consiglio)

La Russia contruirà fino a 16 reattori nucleari in India

La Russia costruirà fino a 16 reattori nucleari per le centrali elettriche in India, il vice premier russo ha detto il Venerdì nel corso di una visita in India, mentre il Primo Ministro Vladimir Putin ha ribadito legami vecchi di decenni.

La Russia è in competizione con imprese francesi e americane per i lucrosi contratti per costruire centrali nucleari per un India affamata di energia perché la terza più grande economia asiatica ha bisogno di aumentare la sua offerta per contribuire a sostenere una rapida crescita economica.

“L'accordo prevede la costruzione di un massimo di sedici reattori nucleari in tre sedi”, il vice primo ministro Sergei Ivanov ha detto ai giornalisti.

Putin ha promesso Venerdì di incrementare la cooperazione tecnologica e bancaria con l'India, cercando di rafforzare i legami con un alleato della guerra fredda che ha continuato a spostaere il baricentro verso gli Stati Uniti.

La Russia vuole incrementare il commercio con l'India fino a 20 miliardi di dollari entro il 2015 dagli attuali 8 miliardi. Insieme con la Cina e il Brasile, la Russia e l'India costituiscono il cosiddetto gruppo BRIC delle principali economie emergenti, la cui influenza globale è in aumento.
Le due nazioni cercano anche un ruolo maggiore nella stabilizzazione della regione, perché entrambe le parti hanno interessi nella sicurezza provocati dalla violenza islamica e dalla guerra in Afghanistan.

«L'India è il nostro partner strategico ... che è una prova che i nostri interessi geopolitici coincidono quasi completamente», ha detto Putin durante una conferenza con gli imprenditori nella capitale indiana di New Delhi.

Impostando il tono della sua visita di un giorno principalmente verso il mantenimento di uno dei più grandi importatori di armi al mondo interessati ad armi russe, Putin ha offerto l'aiuto finanziario statale per l' unità indiana del conglomerato di telecomunicazioni russo Sistema.

Sistema, controllato dal miliardario Vladimir Yevtushenkov, sta cercando di aumentare il suo investimento in Sistema TeleServices Shyam, una joint venture con il gruppo indiano Shyam.

“Siamo pronti a contribuire con fondi alla vostra attività congiunta”, ha detto Putin in risposta ad una domanda di un funzionario del gruppo Shyam.

Yevtushenkov ha poi detto che il governo russo sarebbe diventato un azionista di Shyam.

Putin ha anche promesso di rimuovere gli ostacoli nel settore bancario, che secondo lui ostacolano gli scambi reciproci, ed ha segnalato che il governo era pronto a incoraggiare joint ventures e acquisizioni nel settore.

Influenza degli USA

L'India ha concluso un accordo epocale sul nucleare civile con gli Stati Uniti nel 2008, ponendo fine all'isolamento che aveva vissuto sin da un test atomico nel 1974 ed ottenendo l'accesso alla tecnologia degli Stati Uniti e al combustibile, allo stesso tempo aprendo l'India al mercato nucleare globale.

Mentre l'India comincia ad appoggiarsi di più agli Stati Uniti, Mosca teme di perdere non solo influenza su New Delhi, ma anche il grosso del suo mercato di difesa da 100 miliardi dollari.

La visita di Putin potrebbe di produrre accordi del valore di oltre 10 miliardi dollari principalmente in contratti nei settori della difesa, dei reattori nucleari e del commercio.

Ivanov ha anche detto che la Russia consegnerebbe una versione ammodernata della portaerei Gorshkov all'India entro la fine del 2012, una questione che ha turbato le relazioni fra le due potenze.

La Russia e l'India hanno firmato un contratto del valore di 1,5 miliardi dollari Venerdì con il quale Mosca si impegna a fornire 29 caccia MiG 29 K, secondo quantod etto dall'amministratore delegato della casa produttrice di aerei russi Sukhoi, Mikhail Pogosyan.

Pogosyan ha anche detto che si aspettava una joint venture con la società statale indiana Hindustan Aeronautics Limited per la produzione di circa 200 aerei da combattimento di quinta generazione.

I jet di quinta generazione, come il caccia statunitense F-22 stealth Raptor che ha volato per primo nel 1997, sono invisibili ai radar e vantano a bordo sistemi di controllo di volo e degli armamenti "intelligenti" e velocità di crociera supersoniche.

Putin ha cercato di assicurare gli imprenditori indiani che i reattori nucleari russi sono sicuri. La Russia ha quasi completato la fornitura di attrezzature per due reattori per la centrale nucleare di Kudankulam ed è in trattative per la costruzione di altri due reattori.

“I nostri reattori in grado di sostenere uno schianto di un aereo passeggeri da medio raggio", ha detto Putin, cercando di dimostrare che gli impianti russi potrebbero resistere anche attacchi in stile 11 settembre 2001.”

[A cosa si riferisce veramente Putin con questa frase?, ndt]

I due paesi hanno inoltre deciso di rafforzare la cooperazione in idrocarburi attraverso una maggiore collaborazione tra le società petrolifere e del gas, ma non ha annunciato alcuna accordo tra imprese energetiche.

Gleb Bryanski

Fonte originale: Reuters India

Thursday, 25 March 2010

Russia Today: Mosca e Pechino per un mondo multipolare (Traduzione: Il Consiglio)

Pechino e Mosca puntano su soluzioni globali multi-polari

Pubblicato il 24 marzo 2010, 18:05

Con le relazioni tra Pechino e Washington messe a ribollire lentamente, il Vice Presidente cinese è in città per un viaggio di 5 giorni in Russia per promuovere le relazioni bilaterali.

Il presidente russo Dmitry Medvedev Mercoledì ha dichiarato durante un incontro con Xi Jinping che Mosca e Pechino rimangono partner strategici.

Pur ammettendo che era passato molto tempo dal loro ultimo incontro nel maggio 2008, "le buone relazioni, i rapporti di partenariato strategico caratteristici dei nostri paesi, non sono cambiate".

Il Vice Presidente cinese Xi Jinping martedì si era incontrato con il Primo Ministro Vladimir Putin a Mosca in un summit che è stato descritto da una fonte del Cremlino come "estremamente cordiale e produttivo".

Anche se la riunione tra Putin e Xi Jinping ha riguardato una vasta gamma di questioni, il principio guida era quello di affrontare le relazioni bilaterali da una prospettiva multi-polare.

Putin ha detto al Vice Presidente Xi Jinping, che si prevede possa succedere al Presidente Hu Jintao nel 2013, che la Russia continuerà a prestare alla Cina il suo sostegno su tutte le questioni, compreso il problema di Taiwan.

"Abbiamo sempre sostenuto la Cina su questioni più sensibili, compreso il problema di Taiwan," ha affermato. "Abbiamo intenzione di continuare a costruire relazioni con la Cina sulla base del rispetto per i nostri interessi comuni".

Boris Gryzlov, presidente della Duma di Stato e presidente del partito Russia Unita del Consiglio Supremo, ha ribadito il sostegno di Putin.

"Il governo cinese è l'unico governo legittimo che rappresenta tutta la Cina e Taiwan è una parte integrante della Cina", ha detto Gryzlov durante la seconda inter-conferenza del dialogo tra i partiti della Russia Unita ed il Partito Comunista cinese Martedì.

Il vice presidente cinese, che si trova in Russia per cinque giorni di colloqui, ha risposto sottolineando l'importanza di affrontare i pressanti problemi globali da una prospettiva multi-polare.
"Nel mezzo delle profonde trasformazioni dell'ordine economico mondiale, dobbiamo prendere in considerazione gli interessi della Russia, della Cina e dei paesi in via di sviluppo," Xi Jinping ha sottolineato. "La Cina e la Russia devono sostenere questi ultimi, così come la creazione di un mondo multipolare e la democratizzazione delle relazioni internazionali".

Xi ha aggiunto che la Cina vuole che la Russia "svolga un ruolo importante negli affari internazionali e regionali, che sarebbe in linea con il suo status di grande potenza."

Pechino, Mosca, dovrebbero fare fronte comune contro l'unilateralismo

Oggi, ogni menzione della necessità di creare un " mondo multi-polare" viene immediatamente interpretato come un rimprovero alla politica estera degli Stati Uniti, che sono stati responsabili di perseguire da soli nemici reali e immaginari sin dall'irrompere del 9/11 quasi dieci anni fa . Sebbene vi sia stata una enorme speranza che le cose potessero cambiere con una nuova leadership a Washington, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama deve ancora ritirare l'impronta di stivale dei militari americani, che ora copre un largo tratto del “real estate” globale.

Putin ha fatto eco alle preoccupazioni francesi per una "iperpotenza" americana durante un discorso alla conferenza sulla sicurezza a Monaco nel febbraio 2007.

"Gli Stati Uniti hanno oltrepassato i propri confini in tutti i campi - economico, politico e umanitario - e si sono imposti sugli altri Stati", l'ex presidente russo ha detto nel suo discorso spesso citato. "Guerre locali e regionali non sono diminuite, il numero di vittime non si è ridotto, ma è aumentato. Non vediamo alcun tipo di ritegno - un uso iper-inflazionato della forza".

Questi sono punti di vista in cui il governo cinese - attualmente è impegnato dietro le quinte in una lotta con gli Stati Uniti su temi diversi che vanno dai motori di ricerca Internet a Taiwan - può facilmente identificarsi.

Ai primi di febbraio, Pechino ha annunciato di stare valutando sanzioni contro le compagnie aeree statunitensi coinvolte in un affare da svariati miliardi di dollari di armi con Taiwan, che la Cina sostiene essere una parte inseparabile della Cina continentale.

L'accordo sugli armamenti approvato dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama avrebbe dato a Taipei 60 elicotteri Black Hawk, 114 missili Patriot, e sistemi di comunicazione sofisticati. E' stato suggerito che il valore totale del pacchetto è di circa $ 6,4 miliardi.

Nel frattempo, Mosca è stata coinvolta in una sua polemica con gli Stati Uniti per i tentativi di questi ultimi di posizionare elementi di un sistema antimissile in Europa orientale. L'amministrazione Bush aveva inizialmente pensato di basare il sistema in Polonia e nella Repubblica ceca, ma Obama ha "rottamato" tali piani in gran parte per le preoccupazioni della Russia e l'ansia di Washington e Mosca di dare impulso ad un nuovo avvio nelle loro relazioni reciproche.

Tuttavia, il nuovo piano di Obama (che prevede di piazzare lo scudo in Romania, e di completarlo con dei missili intercettori SM-3 posizionati in mare, possibilmente con la partecipazione della Bulgaria), ha fatto ben poco per alleviare i timori della Russia che un tale sistema così vicino al suo domicilio possa compromettere la sicurezza nazionale. Dopo tutto, uno scudo di difesa può diventare molto offensivo se si neutralizza la capacità di una nazione di proteggere se stessa.

"La Russia ha gravi domande riguardanti il vero scopo della difesa missilistica degli Stati Uniti, in Romania," il portavoce del ministero degli Esteri russo Andrei Nesterenko ha detto ai giornalisti dopo l'annuncio da Washington. "Questo è il motivo per cui saremo sempre contro ogni dubbia azione unilaterale in materia di difesa missilistica".

In aggiunta a queste preoccupazioni comuni, Cina e Russia si sono trovati i soggetti inconsapevoli di un articolo fortemente provocatorio su Foreign Affairs, la rispettata rivista politica degli Stati Uniti. Nell'edizione del marzo/aprile 2006 , Keir A. Leiber e Daryl G. Press hanno presentato un articolo, "The Rise of US Nuclear Primacy", che ha sostenuto che "per la prima volta in quasi 50 anni, gli Stati Uniti si trovano sull'orlo di raggiungere il primato nucleare. Sarà probabilmente presto possibile per gli Stati Uniti distruggere gli arsenali nucleari di lungo raggio della Russia o della Cina, con un attacco preventivo".

L'articolo continua a fare stime disastrosamente imprecise sull' "invecchiamento arsenale nucleare" Russo, che molti osservatori degli Stati Uniti, ancora oggi credono stia arrugginendo, e il ritmo presumibilmente apatico della Cina di rinforzare l'armamento nucleare.

"Questo drammatico cambiamento nell'equilibrio della forza nucleare deriva da una serie di miglioramenti nei sistemi nucleari americani, dal rapido declino dell'arsenale della Russia, e dalla lentezza della modernizzazione delle forze nucleari della Cina".

Questa linea finale dovrebbe essere presa con il beneficio del dubbio, dal momento che gli autori avevano scritto in un momento in cui negli Stati Uniti era ancora alto il ronzio da superpotenza: "A meno che le politiche di Washington cambino, o Mosca e Pechino adottino misure per aumentare la dimensione e la disponibilità delle loro forze, Russia e Cina - e il resto del mondo - vivranno all'ombra della supremazia nucleare degli Stati Uniti per molti anni a venire".

Così è stato con una certa sorpresa che questo commento da parte del Pentagono è emerso appena la scorsa settimana. "Ci sono aspetti della loro [russa] strategia nucleare, delle loro attività militari che troviamo molto preoccupanti", ha dichiarato Michèle Flournoy, il sottosegretario al Dipartimento della Difesa per la politica. In un'intervista con il Financial Times, disse che, mentre Barack Obama aveva sottolineato "l'importanza di ridurre il ruolo delle armi nucleari (...) se leggete la recente dottrina militare russa, stanno andando nella direzione opposta, in realtà fanno sempre più affidamento sulle armi nucleari, sul ruolo delle armi nucleari nella loro strategia".

L'intervista ( "Moscow’s nuclear doctrine under fire," 18 marzo), tuttavia, non ha posto l'attenzione sulla nuova fiducia posta dall'America sui sistemi anti-missile, che sta facendo perdere l'equilibrio all'architettura nucleare globale.

Sugli altri fronti

Anche se Cina e Russia criticano gli Stati Uniti per la loro troppo ambiziosa politica estera, i legami che uniscono questi tre potenti paesi insieme, sono troppo importanti per essere interrotti. Pechino, Mosca e Washington sono i partecipanti ingombranti in una danza culturale da cui nessuno può uscire senza soffrire vero e proprio dolore. Il trucco, però, è il modo di coordinare le iniziative in modo che i partecipanti non pestino del tutto i piedi degli altri.

Attualmente, la Cina è il più grande detentore straniero di buoni del Tesoro degli Stati Uniti, mentre al tempo stesso gli Stati Uniti sono il maggior acquirente di prodotti made in China. Questa unica relazione multi-miliardaria, mentre da un lato fa molto per temperare le passioni politiche,dall'altro sta iniziando a mostrare alcune crepe.

Mosca e Washington hanno osservato in soggezione come la Cina abbia navigato praticamente indenne attraverso la peggiore crisi economica mondiale degli ultimi decenni. Nel 2009, mentre gli Stati Uniti salvavano le proprie banche più grandi, l'economia cinese ha registrato tassi di crescita del 8,7 per cento. Infatti, la principale preoccupazione di Pechino per il momento è il modo di fare atterrare un'economia surriscaldata senza subire un crollo disastroso.

Attualmente, le cose sembrano andare così bene per la Cina, che la Grecia a corto di soldi, mentre lottava per tirarsi fuori da un pozzo nero di debito, si rivolse a Pechino per i fondi di emergenza. Come il Financial Times ha spiegato, "La capitale cinese è il primo porto di scalo per i paesi e le aziende che hanno bisogno di soldi".

La riga successiva dell'articolo spiega perché gli Stati Uniti stanno iniziando a lamentarsi delle "sleali" pratiche commerciali cinesi , tra cui la "manipolazione" dello yuan, la moneta nazionale.
"L'implosione del sistema finanziario occidentale nell'arco di due anni a partire dal 2007, insieme ad una evaporazione di fiducia negli Stati Uniti, Europa e Giappone, da un giorno all'altro ha spinto la reputazione mondiale della Cina diverse tacche più in alto".

La Cina sta semplicemente facendo quello che ogni paese nella storia ha fatto quando ha acquisito un grande potere economico: espandere la sua sfera di influenza a livello mondiale, talvolta a scapito delle altri nazioni concorrenti.

Un progetto di legge bipartisan è stata introdotto martedì nel Senato degli Stati Uniti per fare pressione su Pechino per rivalutare la sua moneta, invece di ancorarla artificialmente al dollaro statunitense. Un rapporto semi-annuale del Tesoro degli Stati Uniti atteso per aprile potrebbe aumentare ulteriormente la pressione su Pechino accusando ufficialmente la Cina di manipolazione della valuta.

Ora sembra che la Cina speri che la Russia, che ha anche grandi riserve di dollari, dia sostegno contro la pressione di Washington.

Pechino spera che la Russia sosterrà la loro posizione in merito al tasso di cambio yuan, il vice ministro del Commercio cinese Gao Hucheng ha detto a Mosca mercoledì.

"La Cina è riuscita a mantenere il tasso di cambio stabile nel momento più difficile. E lo yuan non è sottovalutato", ha detto. "Spero che la Russia adotterà un approccio obiettivo e sosterrà la Cina sulla questione dello yuan."

Cina e Russia hanno recentemente firmato quasi 8 miliardi di dollari di contratti e di accordi che mirano a promuovere la cooperazione bilaterale nel settore bancario, dell'industria e dei progetti di infrastrutture, ha aggiunto.

In seguito al suo viaggio di 5 giorni in Russia, il Vice Presidente cinese Xi Jinping si recherà in visita ufficiale in Bielorussia, Finlandia e Svezia.

Robert Bridge, RT

Traduzione: Il Consiglio

Versione originale: Beijing and Moscow make the case for multi-polar global solutions

Thursday, 18 March 2010

The National (Abu Dhabi): la Cina diminuisce prestiti all'economia americana

US mortgage fears over foreign debt

I proprietari di case degli Stati Uniti, già a corto di soldi, potrebbero dover affrontare rate del mutuo superiore se due delle maggiori economie asiatiche continuano a ridurre le proprie disponibilità di titoli americani.

"Se questo dovesse continuare, se la Cina dovesse smettere di riciclare i suoi dollari in titoli del tesoro statunitense, ci potrebbero essere conseguenze disastrose per la “Main Street” in America poichè i tassi ipotecari potrebbero muoversi al rialzo", ha detto Chris Rupkey, il capo economista finanziario alla Bank of Tokyo-Mitsubishi a New York.

Cina e Giappone sono due dei più grandi detentori stranieri di buoni del Tesoro statunitense. Nel mese di gennaio, ambedue hanno ridotto le loro partecipazioni del debito pubblico degli Stati Uniti mentre una misura della domanda di asset finanziari statunitensi è scesa al minimo da sei mesi. Ma la Cina è rimasta il più grande proprietario estero di Buoni del Tesoro, anche se le sue partecipazioni sono cadute di 5,8 miliardi di dollari netti a 889 miliardi di dollari, secondo i dati pubblicati ieri dal Dipartimento del Tesoro.

La relazione ha anche mostrato che il Giappone ha tagliato le sue partecipazioni nel mese di gennaio di 300 milioni di dollari a 765.4 miliardi di dollari .

La Cina è stato un venditore netto di tesori per tre mesi consecutivi, il periodo più lungo dalla fine del 2007. Funzionari cinesi hanno messo in discussione il ruolo del dollaro come valuta di riserva e, recentemente, hanno chiesto garanzie circa la sicurezza del debito pubblico degli Stati Uniti con il deficit di bilancio allargato a un record di 1,6 mille miliardi di dollari previsti quest'anno.

L'acquisto internazionale di azioni a lungo termine, note e obbligazioni ammonta a 19.1 miliardi di dollari netti, rispetto ad acquisti per 63.3 miliardi di dollari netti lo scorso dicembre, la relazione ha mostrato. Quello era il più piccolo aumento netto di acquisti sin da luglio.

Secondo un sondaggio Bloomberg News, gli economisti hanno previsto che gli asset finanziari a lungo termine degli Stati Uniti potrebbero mostrano un incremento netto di 47.5 miliardi di dollari nel mese di gennaio, secondo la mediana di quattro stime.

Se si includono i titoli a breve termine, come gli swap di azioni, il totale dei flussi di investimento mostra come gli stranieri abbiano venduto 33.4 miliardi di dollari netti dopo l'acquisto netto di 53.6 miliardi di dollari del mese precedente. Il premier cinese Wen Jiabao questa settimana ha chiesto rassicurazioni da parte degli Stati Uniti sulla protezione del valore delle attività Cinesi in dollari.

Gli economisti hanno detto che le vendite da parte della Cina e del Giappone potrebbero essere temporanei mentre la più grande economia mondiale rimbalza dalla recessione e mentre le preoccupazioni si concentrano sul debito pubblico di paesi dell'Unione europea come la Grecia.

"Nel breve termine, non c'è bisogno di allarmarsi poichè i cambiamenti di portafoglio si verificano spesso all'inizio dell'anno", ha detto Rupkey. "Gli Stati Uniti continueranno a vedere un rinnovato afflusso entro la fine dell'anno, mentre la loro economia resta un'oasi di relativa calma, ora che gli altri crediti sovrani stanno sperimentando problemi con i carichi di debito".

In Giappone, gli analisti hanno detto che il governo stava spingendo la Banca del Giappone ad allentare la sua già allentatissima politica di indebolimento dello yen, sperando che ciò dia impulso alle esportazioni e permetta di spiazzare la deflazione.

Traduzione: Il Consiglio

Versione Originale: US mortgage fears over foreign debt

Wednesday, 10 March 2010

Corriere.it: Distensione USA-Sicilia porta altri frutti

Operazione antimafia in Sicilia e negli Usa

Almeno 20 arresti effettuati dalla polizia in Italia oltre a 6 messi a segno dall'Fbi a New York e Miami

MILANO - Un'operazione antimafia condotta dagli uomini del Servizio operativo centrale (Sco) della Polizia, della squadra mobile di Palermo e dell'Fbi è in corso in Italia e negli Stati Uniti. Diversi gli arresti effettuati sia in Sicilia sia negli Usa. Associazione mafiosa, riciclaggio, estorsioni, tentato omicidio, traffico di droga e altro: sono questi i reati contestati.

Continua a leggere su Corriere.it

Tuesday, 9 March 2010

Asca.it: Distensione Sicilia-USA, Lombardo incontra ambasciatore

08-03-2010
SICILIA: LOMBARDO INCONTRA AMBASCIATORE USA THORNE

(ASCA) - Palermo, 8 mar - Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha incontrato, a palazzo d'Orleans, l'ambasciatore degli Stati Uniti d'America in Italia, David Thorne, che era accompagnato dal Console generale J. Patrick Truhn.

Continua a leggere su Asca.it

Thursday, 4 March 2010

SiciliaInformazioni.com: La smobilitazione di Sigonella potrebbe essere inziata

Licenziamenti nella base di Sigonella.
L'assessore Capuana scrive a La Russa


L'assessore delegato ai rapporti istituzionali con la Base militare di Sigonella della Provincia di Catania, Daniele Capuana, "esprime preoccupazione per il licenziamento di 62 dipendenti civili annunciato dal comando delle forze armate americane nella base etnea della marina statunitense".

Continua a leggere su SiciliaInformazioni.com