Il progetto sarà quello della Regione e il tracciato
passa per Enna e Caltanissetta: costerà un miliardo
Catania-Palermo in treno sarà «opera prioritaria»
Per l'investimento c'è anche un'intesa Matteoli-Tremonti
Giovedì 17 Marzo 2011
C'è una novità interessante: la Regione e le Ferrovie si troverebbero d'accordo nel mettere a mollo il megaprogetto della Catania-Palermo e adottare quello più «ragionevole», il cosidetto progetto della Fondazione Sabir sponsorizzato dalla Regione. Come ricorderete, le Ferrovie avevano uno studio di fattibilità inoltrato al Cipe che prevedeva un tunnel di 43 chilometri sotto le Madonie, una spesa di 5 miliardi, tempi ventennali e tra l'altro il percorso avrebbe scavalcato il centro Sicilia, cioè Enna e Caltanissetta. La Regione invece proponeva un tracciato che passava per Enna e Caltanissetta, una spesa di un miliardo e lavori per 5 anni, tempo di percorrenza accettabile di un'ora e 50 minuti, senza bisogno di bucare le montagne. Ora su questo progetto portato avanti dall'assessore Pier Carmelo Russo e dal direttore generale dei Trasporti Vincenzo Falgares s'è trovato finalmente d'accordo anche il gruppo ferrovie. «Proprio l'altro giorno i tecnici dell'Italfer - dice il direttore Falgares - avrebbero definito l'alternativa al progetto Moretti, cioè hanno adottato il progetto sostenuto dalla Regione, che sarebbe il progetto della Fondazione Sabir, ma con dei miglioramenti. Le Ferrovie avrebbero messo da canto il cosiddetto progetto del Valico delle Madonie con perforazione delle montagne per un più ragionevole doppio binario fino alla stazione prossima al Dittaino per poi ricollegarsi al rifacimento della Roccapalumba-Fiumetorto che è in corso di realizzazione e poi da lì l'innesto con la Cefalù-Punta Raisi che è in lavorazione. La prossima settimana incontrerò il dirigente del settore investimenti di Rfi per dettagliare il progetto, costi, tempi e quant'altro. L'importante è che ci sia una inversione condivisa di tendenza dell'abbandono progressivo dell'ipotesi originaria delle Ferrovie nei confronti della quale non dico che ci siamo messi di traverso, ma verso la quale eravamo cautamente perplessi. Oggi ci sono delle cose sulle quali governo regionale e governo nazionale convergono. Le risorse che noi sosteniamo sono state proditoriamente sottratte alla Regione il governo vorrebbe riassegnarle sulla priorità della Palermo-Catania, alla quale potremmo sommare alcune risorse che noi abbiamo a disposizione: così si potrebbe fare un primo importante intervento da circa un miliardo e mezzo in breve periodo. Aggiungo che di recente il ministro delle Infrastrutture Matteoli ci ha fatto sapere di avere raggiunto in proposito un accordo con il ministro Tremonti».
A che punto è il trasferimento del servizio ferroviario alla Regione?
«Siamo in attesa delle firma del solito ministro Tremonti. Il governo di Roma aveva accolto la nostra proposta di sottoscrivere l'accordo del trasferimento delle competenze con le risorse per l'esercizio del trasporto ferroviario regionale versando alla Regione 111,5 milioni di euro. Circa 8 milioni di euro in meno del fabbisogno reale attuale, e quindi parliamo di un fabbisogno minimo. Però, bene o male, potremmo cominciare un piano di investimenti, ci sono in corso alcuni interventi che sono ormai in avanzato stato di realizzazione, come il raddoppio da Castelbuono a Punta Raisi, il completamento da Patti a Messina, interventi che si stanno facendo sulla Palermo-Agrigento, ci sono alcuni lavori che oggettivamente da qua al 2017-2018 potranno dare una prospettiva di alternativa seria, perché ragionevolmente Palermo sarà collegabile con Messina in meno di due ore, Punta Raisi con Cefalù in 35 minuti. E se partono i cantieri della Catania-Palermo entro il 2017 potremmo stare molto meglio di adesso, almeno questo è il programma».
Qual è la situazione dei «minuetto»? Si diceva che erano spariti, che non si sapeva che fine avessero fatto.
« Tranquilli, dei 40 Minuetto 37 sono in esercizio su tutte le reti ferroviarie regionali, tre sono in manutenzione. Non è sparito nulla».
Tony Zermo
Fonte: La Sicilia
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Tuesday, 22 March 2011
Thursday, 10 February 2011
BlogSicilia.it: Tremonti in missione all'estero
In viaggio per il Sud per testare le infrastrutture
La pupiata di Tremonti
9 febbraio 2011 - Nel quadro della riprogramamzione delle risorse che dovrebbero essere spese nel Sud, il ministro per l’economia, Giulio Tremonti, ha deciso di verificare di persona lo stato dell’arte delle infrastrutture nel Mezzogiorno. Evidentemnete, il responsabile delle ‘casse’ del governo Berlusconi non si fida né del ministro delle Regioni, Raffale Fitto, che dovrebbe essere nato in Puglia, né dei tecnici del suo ministero, né di quelli del dicastero delle infrastrutture.
Tremonti, a quanto pare su consiglio del leader della Cisl, Raffaele Bonanni e dela Uil, Luigi Angeletti, è salito sul treno da Roma in direzione Lamezia Terme. Certo fino in Sicilia non è arrivato. Il viaggio, sappiano bene, sarebbe stato troppo pesante. Ovviamente il ministro non ha preso il primo treno, ma un treno che supponiamo, sarà stato confezionato su misura per lui.
Tanto è vero che il presidente delle Ferrovie, Mauro Moretti, si è complimentato via telefono con il ministro per l’iniziativa. Per l’occasione il treno era pulito, non c’erano zecche, e, sembra incredibile persino i servizi igienici erano abbordabili. Dulcis in fundo il treno è pure partito puntuale.
A conti fatti, si è trattato di una pupiata, se è vero che “I treni del sole” dagli anni in cui, venivano celebrati dal poeta Ignazio Buttitta ai nostri giorni, sono praticamente rimasti gli stessi, se non peggiorati.
Domani il ritorno in pullman percorrendo la Salerno Reggio Calabria. Sicuramente, ne siamo certi, per l’occasione, il traffico sarà più scorrevole. Insomma, un’altra pupiata, questa volta autostradale.
Quasi un‘offesa all’intelligenza dei meridionali che oggi hanno scoperto che il ministro per l’economia ad oggi dice di non conoscere la situazione infrastrutturale del Sud. Tanto’è che ha avuto bisogno di un test. L’augurio è che questa farsa non convinca il ministro che tutto vada bene.
Tremonti al sud va con la scorta
Fonte: BlogSicilia.it
La stessa notizia data dal Corriere della Sera
La pupiata di Tremonti
9 febbraio 2011 - Nel quadro della riprogramamzione delle risorse che dovrebbero essere spese nel Sud, il ministro per l’economia, Giulio Tremonti, ha deciso di verificare di persona lo stato dell’arte delle infrastrutture nel Mezzogiorno. Evidentemnete, il responsabile delle ‘casse’ del governo Berlusconi non si fida né del ministro delle Regioni, Raffale Fitto, che dovrebbe essere nato in Puglia, né dei tecnici del suo ministero, né di quelli del dicastero delle infrastrutture.
Tremonti, a quanto pare su consiglio del leader della Cisl, Raffaele Bonanni e dela Uil, Luigi Angeletti, è salito sul treno da Roma in direzione Lamezia Terme. Certo fino in Sicilia non è arrivato. Il viaggio, sappiano bene, sarebbe stato troppo pesante. Ovviamente il ministro non ha preso il primo treno, ma un treno che supponiamo, sarà stato confezionato su misura per lui.
Tanto è vero che il presidente delle Ferrovie, Mauro Moretti, si è complimentato via telefono con il ministro per l’iniziativa. Per l’occasione il treno era pulito, non c’erano zecche, e, sembra incredibile persino i servizi igienici erano abbordabili. Dulcis in fundo il treno è pure partito puntuale.
A conti fatti, si è trattato di una pupiata, se è vero che “I treni del sole” dagli anni in cui, venivano celebrati dal poeta Ignazio Buttitta ai nostri giorni, sono praticamente rimasti gli stessi, se non peggiorati.
Domani il ritorno in pullman percorrendo la Salerno Reggio Calabria. Sicuramente, ne siamo certi, per l’occasione, il traffico sarà più scorrevole. Insomma, un’altra pupiata, questa volta autostradale.
Quasi un‘offesa all’intelligenza dei meridionali che oggi hanno scoperto che il ministro per l’economia ad oggi dice di non conoscere la situazione infrastrutturale del Sud. Tanto’è che ha avuto bisogno di un test. L’augurio è che questa farsa non convinca il ministro che tutto vada bene.
Tremonti al sud va con la scorta
Fonte: BlogSicilia.it
La stessa notizia data dal Corriere della Sera
Wednesday, 17 November 2010
La Sicilia: ArenaWays, Siciliani primi treni privati in Italia

Parte la guerra dei binari. Il «battesimo» di Arenaways, la compagnia fondata dal messinese Giuseppe Arena
Un siciliano lancia la sfida a Trenitalia
A bordo delle nuove e moderne carrozze anche un supermarket e una lavanderia per i passeggeri
Martedì 16 Novembre 2010
Torino. Alle 7,10, puntualissimo, lascia la stazione di Torino Lingotto, con i primi passeggeri a bordo, il treno di Arenaways, la società privata che prova a rompere il monopolio delle Ferrovie. Due ore dopo entra a Milano Porta Garibaldi, con dieci minuti d'anticipo rispetto all'orario previsto, ma senza fermate intermedie.
Con il fischio della giovane capotreno Laura Scognamillo, 26 anni, figlia di un ferroviere siciliano, parte la sfida della piccola società di Alessandria. Un avvio tra polemiche e tensioni. Lo confermano i cartelli sulle biglietterie di Torino Porta Susa: «Non si danno informazioni su altri vettori». Sui monitor però il nome di Arenaways c'è e lo speaker in stazione annuncia l'arrivo del treno citando, con un'errata pronuncia, il nome della società.
«Si pensa che la concorrenza si possa vincere con un'opera di sfiancamento - osserva l'amministratore delegato della società, Giuseppe Arena, 59 anni, originario di Messina - ma ce l'abbiamo fatta lo stesso, anche se non è la partenza che avremmo voluto. I passeggeri sono pochi, ma ci faremo conoscere. È una giornata storica». Arena, che ha fondato e gestito diverse aziende ferroviarie di di livello nazionale e internazionale, ricorda presenterà subito tre ricorsi: all'Antitrust, all'Ufficio di regolazione dei servizi ferroviari del ministero dei Trasporti, e alla Commissione Europea.
Il treno, giallo e rosso, è pieno di servizi accattivanti: si può fare la spesa a bordo, scegliendo i prodotti e ritirando la spesa al ritorno in stazione o lasciare i vestiti in lavanderia come in albergo e riprenderli, tre giorni dopo, puliti e stirati. La classe è unica e le carrozze sono fornite di prese di corrente e monitor su cui compariranno le news e un video sulla sicurezza a bordo come sugli aerei.
«Abbiamo visto - spiega Patrizia De Bernardi, coordinatrice dei servizi sui treni Arenaways - da una indagine effettuata, che la maggioranza dei pendolari è single. Il rischio è che debbano passare il sabato a fare le commissioni, noi proviamo a dare loro una mano». C'è anche il minimarket accanto allo snack bar e alcuni prodotti hanno il marchio AW della società: pasta pugliese, olio, conserve, vino.
I pendolari per ora sono pochi. L'Ufficio di regolazione dei servizi ferroviari (Ursf, organo del ministero dei Trasporti) non ha consentito le fermate intermedie, limitando le corse solo a Torino e Milano affinchè «non vi sia interferenza alcuna con i servizi per i quali è previsto un contributo pubblico». Un ostacolo che non ha però fermato Giuseppe Arena, ma che fa capire come la cosiddetta guerra dei treni sia in pieno svolgimento. Solo un mese fa la polemica era scoppiata ra Fs e Ntv, l'azienda privata che ha tra i suoi fondatori Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle e tra gli azionisti Intesa SanPaolo, Generali, Bombassei, e che scenderà sui binari dell'alta velocità nel settembre 2011.
Intanto Arenaways è stata accolta bene dai primi passeggeri. Angela è salita «per curiosità», così come Corinne che studia all'Università della Bicocca e confessa di essere «nauseata dai treni delle Ferrovie». Sante Altisio e Paolo Pellegrini, invece, vanno a Milano per lavoro e il treno Arenaways lo hanno preso per caso: «C'è una bella differenza, non sembra neppure un treno». A molti passeggeri è piaciuta l'idea di poter fare il biglietto a bordo senza pagare sovrapprezzo (il ticket point accetta anche le monetine), così come piace la garanzia del rimborso di una parte del biglietto in caso di ritardo superiore a mezz'ora qualunque sia la causa.
Fonte: La Sicilia
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